Il fornaio Yves, noto come Coudray Yves,
ControlloLottatore e atleta si specializzava nel sollevamento di carichi. Nato a Vitré nel 1879, morto a Parigi nel 1954, questo indomabile bretone scelse di vivere libero, trascinando i suoi manubri dalle piazze pubbliche ai boulevard, lontano da ambienti ufficiali o arene circensi. Musicista autodidatta, riusciva a unire gli spettatori suonando melodie di Aida o Michael Strogoff, prima di offrire le sue dimostrazioni di forza sul Boulevard de Bonne Nouvelle o in Square d'Anvers. La sua vita era quella di sollevatori di pesi su asfalto, di "cartelli", di questi atleti erranti, orgogliosi e solitari, che vivevano non di carità ma di generosità strappata ai passanti, abbagliati dalle sue imprese autentiche, lontano dai pesi truccati che a volte usavano altri. Yves Coudray non era uno di questi. Addestrato nella scuola classica del sollevamento pesi – frequentò Paul Pons e stabilì alcuni record promettenti – si allontanò rapidamente, preferendo camminare per strada, adottando come pseudonimo la professione della sua giovinezza: Yves Le Boulanger. Il pubblico, conquistato, lo ribattezzò affettuosamente "La Boulange". Accompagnato dal suo apprendista che trainava il carro, sostenuto per un certo periodo dall'attore Charles Moulin o Charles Rigoulot, l'uomo più forte del mondo, Yves Le Boulanger si affermò come figura chiave negli spettacoli di strada. La sua specialità: la forza erculea nei polsi e soprattutto nelle dita – un talento forse ereditato dagli anni di impastazione. Per quasi mezzo secolo, sollevò migliaia di pesi da 20 kg, tra applausi, battute, ma anche monete gettate sul suo tappeto consumato, tra due richiami aggressivi: "Ancora cinque sous e lo spettacolo inizia", "Five sous the bidas", "Five sous the nanny, altrimenti il bacon cigolerà". La carriera del re delle pinze terminò nel 1951, prima della sua morte discreta nel 1954.